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Olaf La Calopsitta: In Attesa Del Suo Arrivo

Olaf La Calopsitta: In Attesa Del Suo Arrivo

In questo primo post vogliamo aggiornarvi sull’argomento “aspettando l’arrivo della calopsitta”!

Qualche giorno fa siamo passati dal negozio di animali e abbiamo dato una sbirciata al pullo di calopsitta (allevato a mano) che tra una 10 / 20 giorni prenderemo e porteremo a casa con noi: beh cosa posso dire, è stupendo!

Ha un mese e su per giù ha già messo su buona parte del suo caratteristico piumaggio, ad eccetto però del petto, che invece presenta una zona (come un buco) in cui le piume sono ancora del tutto assenti.

Anche la cresta che ha sulla fronte c’è, ma è chiaro come questa dovrà ancora rinfoltirsi per bene.

Nella scelta della colorazione, abbiamo optato per il tipo ancestrale (grigia sul corpo con bordi bianchi sulle ali, testa gialla e guancette rosse).

Inoltre, come molti di voi già sapranno, allo stato attuale non è ancora possibile conoscerne il sesso dato che per saperlo si dovrà aspettare la sua prima muta (dopo i 6 – 9  mesi di vita). Ciò nonostante, il nome che gli daremo è già pronto, a prescindere che si riveli essere una femmina o maschio, e sarà Olaf!

Il negoziante ci ha suggerito di prendere la calopsitta (o calopsite) nel momento in cui si è vicino allo svezzamento.

Quindi non prima, perché siamo alla nostra prima esperienza nell’accudire un pullo così piccolo e non troppo dopo, e vale a dire già completamente svezzato, perché rischieremmo di compromettere la profondità del nostro futuro legame con lo stesso pappagallo.

Questo periodo di “quasi svezzamento”  dovrebbe aggirarsi tra i 40 – 65 giorni e nei fatti significa che il pullo avrebbe ancora bisogno di essere imboccato una o due volte al giorno. A quanto appena detto c’è da aggiungere anche, come il tutto dipenda sempre dai tempi del soggetto in questione. Vale a dire, c’è chi ci mette più tempo a svezzarsi e chi invece ne ha bisogno di meno.

Come vi abbiamo poco fa accennato, imboccarlo a conti fatti significa creare un legame con l’animale.

Se il pappagallo è in grado di alimentarsi autonomamente, sarà di sicuro più difficile che si leghi profondamente a noi. Se il volatile è autosufficiente allaccerà ugualmente un tipo di rapporto con noi, ma forse, non della stessa intensità rispetto al caso precedente.

Questo è almeno quello che ci ha consigliato il negoziante a fronte della sua evidente esperienza in merito. Anche se a dire il vero vedo una certa reticenza da parte di quest’ultimi ad affidare un pullo troppo piccolo, in particolare se inesperti come noi. Molto probabilmente il loro comportamento è orientato alla sola salvaguardia della salute del “baby pullo”, cosa che sinceramente non posso che condividere e apprezzare.

Tornando a noi, ora non ci resta che aspettare i tempi del piccolo Olaf e voilà, la nostra casa si arricchirà ben presto della sua simpatica e “fischiettante” compagnia!

Immagine: pinterest.com

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