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Bagnetto Calopsite: Perché, Quando e Come

Bagnetto Calopsitta: Perché, Quando e Come

Oggi voglio parlarvi di un’attività molto importante che non bisognerebbe mai negare alla propria calopsite: il bagnetto.

In questo articolo, ho pensato di dividere quello che ho da dirvi sul tema in diverse parti, al fine di poter essere più chiara possibile.

Nella prima parte cercherò di illustrarvi le diverse ragioni per le quali è importante incoraggiare il proprio pappagallo al bagnetto. Nella seconda parte invece, darò dei consigli sul quando, ovvero in quale parte della giornata sarebbe più giusto farlo.

Nella terza vi elencherò quelli che sono i modi più comuni per farlo (com’è facilmente intuibile queste prime parti sono frutto di letture e ricerche online).

Nella quarta ed ultima parte, farò qualche piccolo accenno alla mia esperienza con Olaf e cercheremo di trarre insieme conclusioni utili su come, quando e perché fare il bagnetto alla propria calopsitta.

Indice:

Perché Fare Il Bagnetto Ad Una Calopsitta?

A questa domanda possiamo dare molteplici risposte.

Garantire bagnetti frequenti al nostro pappagallo si traduce in una minore quantità di polvere che giornalmente potrebbe rilasciare nell’aria.

Vi chiederete allora: ma cos’è di preciso questa polvere?

Questa polvere proviene dalle piume ed è determinata da due precisi fattori. Nel primo caso, la polvere che vediamo è quella che ricopre le piume e che le rende impermeabili.

Un esempio?

Fate gocciolare qualche chicco di acqua sulla vostra calopsitta e vedrete come queste scivoleranno senza nessuna difficoltà.

Secondo fattore: questa polvere è causata dalla disintegrazione di piume piccolissime vicine al corpo del volatile.

La polvere rilasciata dalle calopsiti nei casi più gravi può provocare reazioni allergiche (a mio avviso per chi è già un po’ predisposto in tal senso, io ad esempio mai avuto problemi) e, in quelli meno gravi, si traduce in un problema di disordine e sporco per la nostra casa. Inoltre aggiungerei che, a lungo andare, non fa bene nemmeno a chi la produce, ovvero alla nostra stessa calopisitta.

Ritornando ai diversi benefici che il bagnetto ha sui nostri amici a due zampe, osserviamo anche, come questo aiuti a far sì che la loro pelle non diventi secca. Infatti l’acqua aggiunge una certa dose di umidità. Non solo, anche il suo piumaggio ne beneficerà, mantenendo sempre un aspetto pulito e dai colori brillanti.

In più a quanto appena detto, aggiungerei anche, come dei frequenti bagnetti estivi rinfrescano il corpo e rilassano la mente, pertanto calmano i nostri amici piumati. Non solo, nel particolare periodo della muta questi bagnetti sono a dir poco fondamentali.

Quando Fare Il Bagnetto Ad Una Calopsitta?

In natura questi splendidi esemplari di pappagallo si concedono questi bagnetti grazie sia alla presenza di piccole pozze d’acqua, sia dalla pioggia.

Io credo che l’istinto di lavarsi faccia parte di tutte le calopsitte (come anche di tutti gli animali), anche se c’è da dire come tra queste ci sono soggetti più bendisposti a bagnarsi di frequente e altri invece, che lo fanno con più riluttanza.

Il nostro compito in presenza di un tale amico a due zampe nella nostra casa è quello di fargli scoprire l’acqua nel modo meno traumatico possibile, e cercare di garantirgli questa abitudine con una certa costanza.

Prima vi dicevo di rendere questa esperienza il più piacevole possibile, senza traumi o brutti ricordi che in qualche modo possano influenza i suoi comportanti futuri in merito.

Detto ciò, quali precauzioni prendere per il suo primo bagnetto in assoluto?

Di sicuro il vostro pappagallo si sentirà molto più a suo agio, in una zona che ritiene familiare e quindi sicura.

Olaf Dopo il Bagnetto

Ad esempio con la mia Olaf, mi sono sempre accorta di come si lasciasse andare all’acqua solo ed esclusivamente vicino o addirittura sulla sua gabbia. Ora a volte si fa bagnare anche in un’altra stanza ma vedo come lo fa sempre con una certa reticenza.

Nel momento del bagno ricordiamo di prendere anche altre accortezze della medesima importanza.

Tra queste vi è di sicura quella di scegliere un luogo della casa privo di correnti e spifferi d’aria, non solo, di altrettanta importanza è la scelta del quando. Di certo al mattino è il momento ideale affinché la calopsite abbia davanti a sé l’intera la giornata per asciugarsi in maniera naturale e completa 😉

Come Fare Il Bagnetto Al Proprio Pappagallo?

Come Fare Il Bagnetto Al Proprio Pappagallo?

Immagine: pinterest.com

Leggendo forum e articoli mi sono fatta un’idea dei diversi modi possibili per fare il bagno al proprio pappagallo. Tra questi poi, sta a noi capire quale il nostro piccolo amico alato preferisce.

Altrettanto importante è capire i segnali che la nostra calopsite ci invia nel momento in cui vorrebbe bagnarsi. Alcuni esempi in tal senso sono: quando apre le ali e cerca di rotolarsi, o ancora, se notiamo che si liscia le piume più del solito, o se si bagna il becco nel beverino dell’acqua e subito dopo scrolla la testa. Quest’ultimo caso ad esempio è uno dei segni più frequenti con i quali la mia Olaf mi comunica il seguente messaggio:”Che ne diresti di darmi una bella spruzzata?

Una volta capito il momento giusto, o più semplicemente, siamo noi a proporglielo per un”non si sa mai ne avesse voglia“, vediamo insieme quali sono i modi più semplici per una sana pulizia della nostra calopsite.

Tra questi ne ho individuato tre.

Il Metodo Del Piatto

Il primo è quello del piatto, magari quello piano da cucina con due o tre centimetri d’acqua. Potreste scegliere anche una vaschetta o un contenitore. L’importante, a prescindere da cosa si decide di utilizzare per lo scopo, è che i bordi siano bassi, così da permetterle di risalire con facilità, e che l’acqua sia poco profonda.

Se parliamo del suo primo bagnetto, potremmo stuzzicare l’interesse del nostro pappagallo muovendo un po’ l’acqua con le dita e magari lasciandone cadere qualche goccia sulle sue piume. Molto probabilmente si ritirerà, ma poi, un po’ per la sua innata curiosità e un po’ anche per l’ancora inconsapevole voglia di bagnarsi, cambierà idea e, magari, si convincerà a provare, ritornano sui suoi passi 😉

Un altro modo per spingere la vostra calopsite ad esplorare l’acqua è inserendo al centro del piatto un giocattolo. Anche questa volta come noterete si punta sulla sua curiosità che, si sa, caratterizzano questa specie.

Una volta assaporata la piacevolezza dell’acqua piano piano si rotolerà in essa aprendo le ali. Questo comportamento viene chiamato come “bath dance“, ovvero la danza del bagno.

Sempre in tema “come spronare il vostro pappagallo a bagnarsi” ho letto di come in alcuni negozi di animali sia possibile acquistare bagnetti per uccelli con specchi sul fondo. A quanto pare questo espediente li incuriosirebbe a tal punto da indurli a bagnarsi.

Bagnetto Con Specchio Sul Fondo

Immagine: pinterest.com

Un’ultima piccola curiosità prima di passare al secondo metodo è quella di invogliare il volatile con un sottofondo musicale che riproduce lo scrosciare della pioggia. A quanto pare un membro di un forum sulle calopsiti ha risolto “il problema bagnetto” con un trucchetto di questo tipo 😉

Metodo Spruzzino

Il metodo spruzzino è un altro modo per concedere al vostro pappagallo la gradevolezza di una bella doccia rinfrescante e rinvigorente.

Questo metodo a mio avviso è quello più indicato per quelle calopsiti che sono più restie al primo tipo di bagnetto, ovvero quello in vaschetta o nel piatto.

Ma ora vediamo meglio di che cosa si tratta.

Prima di tutto, procuriamoci un nebulizzatore / spruzzino nuovo, quello in vendita per le piante è perfetto anche se in commercio se ne trovano di tipi e forme diverse.

Io ho un semplice spruzzino in plastica, molto probabilmente pensato per accogliere acqua profumata. Seppur adeguato a volte il bottoncino superiore si blocca infastidendo me ma soprattutto la mia Olaf… Infatti tra i miei prossimi acquisti prevedo di prenderne uno più grande per piante, come questo (vedi sotto).

Erogatore Spray JZF Giardinaggio

Erogatore Spray JZF Giardinaggio

Immagine: pinterest.com

Potete trovarlo qui (su Amazon).

Ma ora vediamo a cosa stare attenti nel caso vorrete anche voi ricorrere al metodo spruzzino.

In primo luogo, attenzione a non usare nessun tipo di contenitore che in precedenza accoglieva al suo interno sostanze chimiche.

Secondo, non nebulizzare direttamente su faccia e occhi del pappagallo, piuttosto orienta lo spruzzo verso l’alto cosicché alla calopsite sembrerà proprio di godere di una rilassante pioggerellina, appena percettibile.

Terzo, prova la temperatura dell’acqua prima sulla propria mano e solo dopo sul nostro amico. A questo proposito, si consiglia dell’acqua non troppo fredda e non troppo calda, una via di mezzo sarà un’ottima scelta.

Quarto, molti pappagalli potrebbero essere spaventati dal rumore che lo spruzzino emette nel lasso di tempo in cui sta nebulizzando. Anche qui può esserci un utile rimedio a questo inconveniente.

Come? Semplicemente spruzzando dell’acqua su di noi mentre la nostra calopsite ci sta osservando. Questo è un buon modo per abituare l’animale a questo particolare rumore.

Quinto ed ultimo, ogni volta terminata ogni tipo di operazione con il nebulizzatore ricordatevi di svuotarlo e lasciarlo asciugare per bene. Questa accortezza serve a far sì che nell’acqua contenuta non prolifichino batteri o germi che al prossimo uso inevitabilmente andrebbero a finire sul vostro amato amico alato.

Metodo Doccia

Nel metodo doccia la questione si fa decisamente più interessante. Questo perché la nostra calopsitta amerà lavarsi proprio come noi e a volte perché no, con noi.

Anche per questo metodo ci sono delle precauzioni di cui bisognerà sempre tenere conto.

In primo luogo, il getto della doccia non dovrà mai essere diretto, altrimenti si rischia seriamente di far male la nostra calopsitta. Pertanto quest’ultima dovrà essere raggiunta solo dal getto più esterno. Per intenderci quello più lieve, tipo pioggerellina o, dalle gocce che rimbalzano dal muro.

In secondo luogo, l’animale non dovrà mai venire a contatto con detergenti di nessun tipo, come sapone, shampoo, bagnoschiuma etc… Terzo, facciamo sempre attenzione alla temperatura dell’acqua.

Se il vostro amico a due zampe predilige come metodo per lavarsi questo appena menzionato, vi ricordiamo come in commercio sia possibile trovare degli speciali posatoi che tramite ventose si agganciano alle piastrelle della vostra doccia / vasca. (Sotto vi metto il link).

Posatoio Uccelli Doccia UKCOCO

Posatoio Uccelli Doccia UKCOCO

Immagine: pinterest.com

Potete trovarlo qui (su Amazon).

Una piccola curiosità, avete presente quando la vostra calopsitte sotto lo scorrere flebile dell’acqua chiude gli occhi? Ebbene questo comportamento viene chiamato “shower trance”, ovvero trance da doccia.

Cosa Non Fare

Una accortezza da avere in tutti questi casi e di non usare assolutamente l’asciugacapelli o porre l’animale vicino al termosifone.

Nel primo caso, l’aria seccherebbe la pelle del nostro pappagallo vanificando così lo scopo fondamentale del bagnetto. Sebbene alcune calopsite potrebbero gradire questo getto d’aria calda questa abitudine va comunque sconsigliata fortemente.

Il secondo invece, ovvero asciugarla vicino l’aria calda di un termosifone è altrettanto sconsigliato, questo perché i fumi provenienti da quest’ultimo sono dannosi per il suo apparato respiratorio.

Se proprio vedete che gronda acqua, al massimo potrete assorbire quella in eccesso con un semplice asciugamano in spugna.

Dopo il bagnetto la cosa migliore da fare è, come già abbiamo detto, concedergli di lavarsi al mattino e lasciarlo asciugare naturalmente, evitando spifferi e correnti d’aria.

Conclusioni

In questo articolo abbiamo avuto modo di osservare insieme il perché la pratica del bagnetto si riveli essere fondamentale per il vostro pappagallo.

Inoltre abbiamo visto come i benefici di questa attività non si estendono solo all’animale in sé, ma anche su di noi e sulla nostra casa.

Infatti concedere alla propria calopsitta dei rilassanti bagni significa fronteggiare la cosiddetta polvere che questi uccelli producono e rilasciano nell’aria. L’acqua sarà in grado di dare un sollievo a loro e anche a noi.

In seguito abbiamo visto quando sarebbe più giusto consentire all’animale di bagnarsi, ovvero al mattino, cosicché da consentigli di asciugarsi naturalmente senza l’uso di asciugacapelli o all’aria di un termosifone.

Nel cuore di questo articolo abbiamo esaminato anche quelli che sono i metodi più semplici e più comuni attraverso i quali è possibile introdurre per la prima volta (e successive) l’elemento “acqua” al nostro amato pappagallo.

Tutti modi abbastanza facili e riproducibili a casa sempre però adottando le dovute precauzioni.

Ora sta a voi capire quali tra questi qui descritti ama di più il vostro pappagallo.

Come vi ho già detto, la mia Olaf preferisce farsi bagnare da un nebulizzatore, anche se il suo primissimo bagno (molto superficiale) fu in un piatto di plastica. Poi provammo con lo spray per vedere fino a che punto si bagnasse. Ebbene con lo spruzzino capimmo subito che alla nostra Olaf piaceva così. Anche se per il momento si lascia spruzzare solo a vista e nei dintorni della sua gabbia 😉

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Fonti: Sito 1, Sito 2.

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