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Carattere e Comportamenti Delle Calopsiti: Impariamo a Capirli

Carattere e Comportamenti Delle Calopsiti: Impariamo a Capirli

In questo articolo cercheremo di capire molti dei comportamenti della nostra calopsitta. Non solo, infatti oltre a sapere come riconoscerli, proveremo anche a cogliere quale debba essere il modo migliore per rispondere correttamente al loro agire quotidiano.

Abbiamo detto come il nostro primo obiettivo in questo post sarà quello di comprendere i diversi comportamenti della nostra calopsite.

Come?

Semplicemente osservando attentamente il linguaggio del suo corpo!

Indice:

Comportamenti Tipici Dei Pappagalli Calopsitte

Per capire cosa pensa o cosa vuole da noi la nostra calopsite risulta fondamentale osservarne il linguaggio del corpo.

Inoltre sarebbe bene ricordare, come ogni calopsitta possieda un proprio carattere e una proprio personalità. Pertanto, per alcuni dei loro modi di fare, ritengo che non riusciremo mai a venirne completamente a capo.

Perché?

Perché alcuni di questi riguardano solo ed esclusivamente il nostro esemplare.

Questa zona, per così dire grigia, è in parte frutto della personalità propria del volatile, e in parte, generata anche dalle abitudini che volontariamente o involontariamente siamo noi stessi a creare e a rafforzare in loro.

Nella parte che segue cercheremo di spiegare i comportamenti più comuni che caratterizzano questo meraviglioso pappagallo australiano. E lo faremo, dando un significato ad ogni posizione del suo distintivo ciuffo, e poi, approfondendo i comportamenti che contraddistinguono questo simpatico piccolo cacatua.

Ma non è finita qui, perché nella parte finale di questo articolo, cercheremo anche di cogliere quelle situazioni, le più comuni, nelle quali siamo noi a determinare parte del loro comportamento quotidiano.

Cosa Ci Dice La Posizione Della Cresta Della Calopsitta?

Il prima passo è di certo quello di comprendere che significati attribuire alle diverse posizioni della sua caratteristica cresta erettile. Dettaglio fisico che molti paragonano alla espressiva coda dei cani.

Pertanto partiamo con il primo il caso, ovvero quello in cui il ciuffo risulti totalmente aderente alla testa.

Ciuffo Piatto – Completamente Abbassato

Ciuffo Piatto Calopsite

Immagine: pinterest.com

Quando vediamo la nostra calopsitta con il suo ciuffetto completamente basso non è di sicuro un buon segno.

Infatti una cresta completamente piatta ci dice che in quel momento il nostro amico è arrabbiato e ostile. Pertanto meglio tenersi alla larga per un po’ 😉 e quindi aspettare che si calmi prima di iniziare un qualsiasi tipo di interazione nei suoi confronti.

Ciuffo a Metà

Ciuffo a Metà Calopsite

Il ciuffo a metà, ovvero una via di mezzo dall’essere completamente piatto a quello totalmente all’insù, rappresenta il suo stato d’animo più comune: rilassato e soddisfatto. A mio avviso, qui l’animale potrebbe accettare anche delle coccole da parte vostra.

Ciuffo All’Insù Ma Non Completamente Eretto

Ciuffo All'Insù Ma Non Completamente Eretto Calopsite

Immagine: pinterest.com

In questo caso, la nostra calopsite sebbene mantenga un atteggiamento rilassato, alla stesso tempo però non dà nessun segno di abbassare la guardia. Questo è il tipico comportamento di una calopsite curiosa.

Ciuffo Completamente Eretto

Ciuffo Completamente Eretto Calopsite

Generalmente quando la cresta del nostro cacatua delle ninfe (un altro curioso modo per chiamare le calopsiti) è completamente sollevata, il nostro amico è in piena allerta. Molto probabilmente qualcosa lo ha parecchio spaventato…

Ora invece diamo un’occhiata al linguaggio del corpo nella sua totalità.

Linguaggio Del Corpo

Rotolarsi e Aprire le Ali

Nell’articolo precedente, abbiamo visto quanto sia importante il bagnetto per questi uccelli.

Ebbene un comportamento che ci comunica che la nostra calopsitta avrebbe voglia di lavarsi è quello di rotolarsi e aprire le ali.

Nel video sotto vi è effettivamente l’acqua, ma simili movimenti possono verificarsi anche senza la presenza di questa, ed è qui comprendiamo il suo desiderio di lavarsi.

Ali da Pipistrello

Quando vedrete il vostro amato pappagallo aprire le ali come nel video sotto, il messaggio che vi sta comunicando è chiaro e preciso: “questo è mio!

Infatti nell’attimo in cui la calopsitta aprirà le ali su un nuovo gioco o come più spesso accade, sulla sua gabbia, ne affermerà il suo dominio assoluto. Infatti l’apertura alare, facendolo sembrare più grande, in teoria dovrebbe spaventare chiunque voglia od osi sfidarlo 😉

Muovere La Coda

Questo movimento della coda ci dice che la nostra calopsite si sta masturbando. Meglio non disturbarla 😉

Fare Su E Giù

Quando il vostro amico a due zampe fa su e giù come nel video sotto, anche qui il messaggio che vuole comunicarci risulta essere abbastanza chiaro: “voglio uscire dalla gabbia!

Inoltre, molto spesso capita anche, come più ci avviciniamo alla sua gabbia e più la velocità con cui lo fa aumenta, quasi a volerci suggerire quanto il suo bisogno sia impellente, cioè: “voglio uscire in questo momento!

Questo preciso comportamento lo vedo nella mia Olaf si può dire quotidianamente, soprattutto quando sono sul divano nel tardo pomeriggio e lei è accanto a me. Ebbene, scende sul fondo e con le sue minuscole zampettine inizia a fare su e giù sulla carta bulinata (la sua lettiera), facendo un baccano che è impossibile non notare 😉

Abbassare La Testa

Sono certa che non potrete mai dimenticare la prima volta in cui questo piccolo cacatua ha abbassato la sua graziosa testolina per ricevere qualche grattino da voi.

Penso che sia una emozione unica, perché questo suo chinarsi, oltre ad essere un comportamento che reputo estremamente dolce, lo trovo anche dai tratti nobili ed eleganti.

Infatti è la nostra calospitta a dirci quando è il momento giusto, e soprattutto, chi dovrebbe farlo 😉 Ma non dimentichiamoci nemmeno l’importanza sociale di questo atto, ovvero il rafforzamento di quel legame speciale che unisce noi a loro.

Danza Dell’Amore Di Una Calopsitta Femmina

Questa femmina di calopsitta (nel video sotto) sta mettendo in scena una perfetta danza dell’amore. Qui ci sta dicendo che è pronta per un incontro speciale con un maschio di calopsite.

Inoltre non è strano che una calopsite scelga un umano come suo compagno / a. A questo proposito vi posso dire come la mia Olaf si sia “innamorata” del mio ragazzo. Appena sente la sua voce impazzisce 😉 Che dite devo essere gelosa? 🙂

Ali A Cuore

Le ali a cuore (vedi video sotto) sono un tipico comportamento di un maschio di calopsite in amore. Questo loro aprire le ali a forma di cuore, da non confondere con le ali a pipistrello, rappresenta uno dei segni più evidenti che la vostra calopsite vi sta corteggiando.

Da tenere a mente come questo modo di “fare la corte” è solo ed esclusivamente dei maschi e può essere destinata sia ad un altro suo simile del sesso opposto, come anche ad un umano.

Solitamente sceglie la persona con la quale quotidianamente interagisce di più. Anche se alla fine non è detto e la mia Olaf  purtroppo ne è la prova. Infatti, nonostante sia unicamente io ad occuparmi di lei, sebbene non disdegni la mia presenza, è palese come prediliga di gran lunga la compagnia del mio ragazzo alla mia 🙁

Lisciarsi le Piume

Ogni giorno è possibile ammirare le nostre calopsiti occupate in un’attività, che non solo stupisce per la costanza con la quale le tiene impegnante, ma anche e soprattutto, per l’impegno e la meticolosità con la quale la conducono: il lisciarsi le piume.

Questo loro “lisciarsi” può avere luogo tra più membri. In questo caso è un tipico atteggiamento sociale che serve a rafforzare i legami tra più calopsiti, ma può anche esserci tra un pappagallo di questo tipo e una persona, dimostrandoci così, come sentano questa parte del “loro stormo”.

Ma ora vediamo: perchè le calopsiti si lisciano?

Questa operazione avviene per diversi motivi. Prima di tutto serve per ripulire le piume da eventuale sporco, piccoli oggetti estranei o parassiti che potrebbero depositarsi tra le sue piume.

Secondo, alcuni uccelli come le calopsitte producono della polvere finissima (di cui vi abbiamo già parlato) che ha la funzione di pulire e proteggere le piume. Ebbene attraverso “il lisciarsi” questi pappagalli con il loro becco passano questa polvere sul loro intero piumaggio. Rendendo quest’ultimo impermeabile e morbido.

Di certo, in circostanze di questo tipo un bel bagno non guasterebbe alla vostra calopsitta, anzi, eviterete che questa particolare operazione si prolunghi più del previsto 😉

Inoltre c’è da aggiungere come questa attività possa diventare più intensa nel delicato periodo della muta. Ovvero il momento in cui le vecchi piume lasciano il posto a quelle nuove.

La fase di “preening” (un altro modo per intendere questo lisciarsi) aiuta a mantenere attivo questo passaggio vecchio – nuovo.

Se al contrario notate che il vostro amico a due zampe si dedichi un po’ troppo a questo pulirsi, soprattutto per i periodi dove non è in muta. O peggio ancora, vi accorgete di zone prive di piumaggio, molto probabilmente, si tratta di qualcosa di ben diverso e di ben più grave: il vostro animale si sta da solo strappando le proprie piume.

Perché si sta “autodeplumando“?

Le ragioni possono essere molteplici, noia, stress o qualche altro tipo di problema fisico, comunque solitamente alla base vi è un suo disagio psicologico di cui bisognerebbe quanto prima rintracciarne l’origine. In questo caso, la soluzione migliore è senza dubbio il parere di un veterinario avario.

La testa dietro l’ala

La testa dietro l’ala è un comportamento che tutte le calopsitte adottano quando decidono di fare un breve pisolino o di darci la buonanotte.

Solitamente tenendo conto del comportamento della mia Olaf capita così: gioca, mangia, e verso il primo pomeriggio la vedo sonnecchiare sul posatoio più alto della gabbia. Certamente accade se l’ambiente circostante lo permette. Ovvero assenza di rumori, non vi è un via vai di persone o stimoli di altro tipo o natura.

La sera verso le 23.00 o addirittura mezzanotte la metto a nanna, ovvero sposto la gabbia in una parte più tranquilla della casa e la copro con un panno scuro, facendo sempre bene attenzione di lasciarle delle ampie aperture per l’aria.

A questo proposito a volte, nonostante la tarda ora,  mi capita di vederla ancora bella pimpante, altre volte invece la ritrovo sul suo amato posatoio ferma e leggermente vaporosa (in inglese usano il termine fluffy). Tutto ovviamente dipende da quanto è stata intensa la giornata appena trascorsa.

Macinano

Il “macinare” con il becco ci comunica come la nostra calospitta desidererebbe riposare e rilassarsi.

Inoltre è molto probabile come in questo momento il vostro piccolo cacatua non disdegni delle coccole da parte vostra: ovviamente carezze contropiuma su testa, collo e becco.

Come Rispondere Ad Alcuni Comportamenti Di Una Calopsitta?

Come vi abbiamo già accennato poco fa, alcuni modi di fare (a volte parliamo più di cattive abitudini) delle nostra calopsitta dipendono proprio dal modo in cui noi ci comportiamo nei loro confronti.

Ad esempio, cosa fate quando il vostro pappagallo non la smette più di fischiare? Oppure come reagite ad un morso da parte sua?

Ebbene è il nostro modo di rispondere a queste due comunissime situazioni (di cui già abbiamo avuto modo parlarvi) a fornire alla nostra calopsitta le prime linee guida su come dovrà comportarsi con noi in futuro.

Alla prima situazione, ovvero cosa fate quando il vostro pappagallo non la smette più di fischiare?

Quasi sicuramente la vostra prima reazione, se siete dei tipi pazienti 😉 sarà quella di avvicinarvi alla sua gabbia e di dirgli di non farlo.

Nel caso invece non abbiate una tale disposizione d’animo tale da sopportare un’ora di sue appassionanti vocalizzazioni, come vi comportate?

Beh, credo che forse istintivamente verrebbe da dirgli di smetterla con un tono di voce leggermente più alto del solito…

Ebbene, in entrambe le due più che probabili reazioni appena menzionate, abbiamo descritto ciò che assolutamente non andrebbe mai fatto.

Nel primo caso, ovvero la vostra calopsitta sta fischiando a più non posso, mai e poi mai bisognerebbe avvicinarsi alla sua gabbia, o peggio ancora, risponderle.

Questo perché con il tempo il pappagallo assocerà il suo fischiare al modo più giusto e più veloce di avere la vostra attenzione. Pertanto l’unico modo per non cristallizzare nel volatile questo comportamento indesiderato è quello di far finta di niente, e non dargli retta per nessun motivo al mondo.

Aprendo una piccola parentesi in merito, ricordiamoci che ci sono fischi e fischi. A volte potrebbero far più rumore del solito perché percepiscono del pericolo o perché qualcuno o qualcosa li sta infastidendo.

Una volta accertatati che il motivo del suo baccano non dipende da ragioni di questo tipo, una possibilità sul come agire in tal senso potrebbe essere quella di andare in un’altra stanza. Prima o poi smetterà, e magari con il tempo assocerà il suo fischiare alla nostra assenza.

Poi sulla questione di urlargli contro, lì commettiamo un doppio errore. Infatti, oltre alla associazione appena descritta (fischio = attenzione), gli stiamo anche dicendo che per farsi sentire meglio, il volume dei suoi vocalizzi deve necessariamente essere più alto, per l’esattezza uguale o simile a quello che noi utilizziamo con lui.

Quindi ricordiamoci sempre di parlare al pappagallo con tono di voce moderato.

Ma ora diamo un’occhiata invece alla seconda situazione, ovvero come reagite ad un suo morso?

Anche qui la nostra risposta a questa azione plasmerà in buona parte i sui comportamenti futuri.

Comportamenti Calopsite

Immagine: pinterest.com

Immagino come molti di voi ad un morso agiranno rimettendo l’animale in gabbia, o nel posto dal quale l’avevano appena prelevato, come ad esempio un’area giochi o dal divano etc.

Ebbene anche qui stiamo insegnando alla nostra calopsitta che il morso è un mezzo per dirci alcune cose, come ad esempio che in quel momento non vuole la nostra compagnia e non desidera pertanto venire sulla nostra mano. Il problema sta nel fatto che il morso diventa un’abitudine con il quale l’animale ci parla…

Inoltre se scegliamo la gabbia come punizione ad un morso, può darsi che con il tempo il soggetto in questione associ la sua casa ad un luogo nel quale viene condotto contro la sua volontà, in seguito ad uno screzio tra noi e lui. Per la calopsitta la gabbia deve essere e rimanere un luogo piacevole e non un’area di castigo.

Quindi non dimentichiamoci che, se molte volte, il nostro pappagallo persevera nei suoi errori la colpa è in buona parte nostra.

Conclusioni

In questo articolo abbiamo avuto modo di vedere come una calopsitta ci comunichi il suo stato d’animo attraverso gli espressivi movimenti del suo ciuffo.

Ma cosa più importante, abbiamo avuto la possibilità di dare uno sguardo più da vicino, anche ad alcuni suoi caratteristici comportamenti. Ed ammettiamolo pure: le prime volte che abbiamo visto le nostre calopsitte atteggiarsi in questi modi non sapevamo se rimanere stupiti, meravigliati o perplessi…

Come ad esempio: perché questo loro rotolarsi aprendo le ali, oppure che significa quel loro compulsivo fare su e giù per la gabbia.

Dopo aver dato un senso a questi loro caratteristici modi di fare, abbiamo ancora una volta affrontato il discorso: cosa non fare mai con una calopsitta. Argomento su cui ritorniamo nuovamente per renderci effettivamente conto di quante molte volte siamo noi a rafforzare in loro comportamenti che spesso riteniamo indesiderati.

Infatti, siamo noi con il nostro modo di rispondere ai loro primi fischi o ai loro morsi, a dirgli come dovranno agire in quelle stesse situazioni in futuro.

Quindi vi chiederete, quale potrebbe essere la condotta migliore da seguire per evitare che queste cattive abitudini possano radicarsi in loro?

Sicuramente dobbiamo essere determinati e coerenti nel fornirgli quegli insegnamenti che potremmo definire imprescindibili per una sana convivenza.

Ad esempio, se decidiamo che non dobbiamo in nessun modo dargli attenzione mentre sta fischiando, così dovrà essere. Vale a dire, oggi faccio finta di niente come anche domani, dopodomani etc. Se non siamo coerenti nel tempo questo nostro comportamento finirà solo con il confonderlo ulteriormente e per giunta, noi con lui saremo punto e da capo.

Inoltre, un altro aspetto ugualmente importante è il tempo che gli dedichiamo. Quest’ultimo non significa necessariamente che debba occupare l’intera giornata. Non è la quantità a fare tanto la differenza è soprattutto la qualità del tempo a consentire che il nostro rapporto con lui acquisti un certo spessore.

Ad esempio, decidiamo di concedergli due ore, ok, l’importante è che siano due ore in cui gli diamo la nostra piena attenzione. Non è un solo, “lo lascio fuori e sto attento che non si faccia male” ma è un “lo lascio fuori e gioco con lui, interagisco pienamente con lui!”

Come noterete c’è una bella differenza tra le due cose.

A questo proposito mi vengono in mente delle bellissime righe dal meraviglioso libro di Antoine Saint-Exupéry, il Piccolo Principe:

E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosi’ importante”.
“E’ il tempo che ho perduto per la mia rosa…” sussurro’ il piccolo principe per ricordarselo.

Infatti penso che sia proprio il tempo che trascorriamo insieme al nostro amico a due zampe a rendere questo improbabile 😉  rapporto così straordinariamente speciale!

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